L’Associazione Elettrica Sarda (AES) si conferma oggi una delle realtà più avanzate nel panorama italiano delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), con una rete territoriale che coinvolge centinaia di cittadini, imprese, enti locali e organizzazioni distribuite in tutta la Sardegna.

Secondo i dati aggiornati della piattaforma E.C.O.S., il sistema AES conta:

  • 22 CER già attive
  • 42 CER in sviluppo
  • 238 membri aderenti
  • circa 302 comuni coinvolti nei processi territoriali
  • 293 POD già connessi
  • una potenza energetica disponibile complessiva pari a circa 8,8 MWp

Un risultato che testimonia la crescita concreta del modello energetico cooperativo sardo, costruito attorno all’autoproduzione, alla condivisione locale dell’energia e alla valorizzazione delle comunità territoriali.

Una rete energetica diffusa in tutta la Sardegna

Le Comunità Energetiche coordinate o sviluppate dall’Associazione Elettrica Sarda coprono praticamente tutte le aree geografiche dell’isola:

  • Gallura
  • Sassarese
  • Ogliastra
  • Baronia
  • Campidano
  • Sulcis-Iglesiente
  • Oristanese
  • Marghine
  • Sarcidano
  • Barbagia
  • Montiferru
  • Anglona
  • Nurra
  • Sarrabus-Gerrei
  • Goceano
  • Guilcer-Mandrolisai-Barigadu
  • Alta Marmilla
  • Planargia
  • Nuorese
  • Cagliaritano

A queste si aggiunge anche una presenza fuori regione, con una CER in Piemonte, segnale della replicabilità del modello sviluppato in Sardegna.

Le CER già operative

Tra le Comunità Energetiche già attive figurano:

  • CER Porto Torres
  • CER Marghine
  • CER Stintino
  • CER Sanluri
  • CER Nureci
  • CER Telti Monti
  • CER Siniscola Est e Ovest
  • CER Tortolì
  • CER Monastir
  • CER Pabillonis
  • CER Olbia
  • CER Ottana
  • CER Cagliari Monserrato
  • CER Quartucciu Sinnai
  • CER Nuxis Giba
  • CER Villasalto Gesico
  • CER Serramanna Nuraminis Decimoputzu

insieme a numerose altre realtà territoriali già operative e collegate alle cabine primarie di riferimento.

Un modello partecipativo

La composizione sociale dell’AES evidenzia una forte partecipazione dal basso:

  • 168 cittadini
  • 60 imprese
  • 5 comuni
  • 3 parrocchie
  • 2 enti del terzo settore
  • 115 prosumer

Numeri che dimostrano come la transizione energetica possa diventare anche uno strumento di coesione sociale, sviluppo economico locale e contrasto allo spopolamento dei territori interni.

Energia condivisa e indipendenza energetica

L’obiettivo dell’Associazione Elettrica Sarda è costruire un modello energetico distribuito capace di:

  • ridurre il costo dell’energia per famiglie e imprese;
  • aumentare l’autonomia energetica dei territori;
  • favorire investimenti locali;
  • creare valore economico condiviso;
  • accelerare la transizione ecologica della Sardegna.

Con una disponibilità energetica complessiva che oggi raggiunge circa 8,8 MWp, la rete AES rappresenta una delle più importanti esperienze italiane di aggregazione energetica territoriale.

La crescita costante delle CER dimostra inoltre come i piccoli comuni sardi possano diventare protagonisti della nuova economia energetica, trasformando il territorio in una piattaforma di produzione, condivisione e gestione intelligente dell’energia rinnovabile.

Il modello sardo delle CER

L’esperienza dell’Associazione Elettrica Sarda sta mostrando che la transizione energetica non è soltanto una questione tecnologica, ma soprattutto sociale e territoriale.

Le Comunità Energetiche Rinnovabili diventano così uno strumento concreto per:

  • mantenere ricchezza nei territori;
  • rafforzare le economie locali;
  • creare reti collaborative tra cittadini, imprese e amministrazioni;
  • valorizzare il patrimonio pubblico e privato;
  • costruire un modello energetico democratico e sostenibile.

La Sardegna, attraverso il lavoro dell’AES, si candida quindi a diventare uno dei laboratori più avanzati d’Europa nel settore delle Comunità Energetiche.

No responses yet

Lascia un commento