Un risultato concreto per il territorio e per il percorso di sviluppo delle Comunità Energetiche Rinnovabili in Sardegna promosso anocra una volta dall’Associazione Elettrica Sarda.

Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) ha ufficialmente riconosciuto una nuova configurazione di comunità energetica che coinvolge i Comuni di Sardara, Sanluri, Furtei, Samassi e Serrenti

Si tratta di un passaggio fondamentale, che consente l’accesso ai meccanismi di valorizzazione dell’energia condivisa e rappresenta una tappa concreta nel percorso di transizione energetica locale.


Un’area energetica che coinvolge oltre 25 Comuni

La configurazione riconosciuta si sviluppa all’interno dell’area sottesa alla cabina primaria AC001e01633, includendo porzioni di territorio di numerosi Comuni del territorio del Medio Campidano e aree limitrofe. L’elenco completo dei Comuni coinvolti è piuttosto lungo: Barrali, Donori, Furtei, Gesico, Guamaggiore, Guasila, Lunamatrona, Nuraminis, Ortacesus, Pimentel, Samassi, Samatzai, San Gavino Monreale, Sanluri, Sant’Andrea Frius, Sardara, Segariu, Selegas, Senorbì, Serramanna, Serrenti, Suelli, Ussana, Villamar, Villanovaforru e Villanovafranca.

Si tratta di un’area vasta e strategica, che dimostra come il modello delle comunità energetiche possa diventare un vero strumento di sviluppo territoriale diffuso.


Il ruolo dell’Associazione Elettrica Sarda

Questo risultato è il frutto del lavoro svolto dall’Associazione Elettrica Sarda, impegnata nella progettazione, organizzazione e promozione delle comunità energetiche su scala regionale.

L’associazione sta sviluppando un modello operativo che consente di:

  • aggregare territori omogenei sotto cabine primarie
  • coinvolgere cittadini, imprese e amministrazioni locali
  • strutturare configurazioni energetiche efficienti e sostenibili
  • facilitare l’accesso agli incentivi e ai contributi disponibili

Il riconoscimento da parte del GSE rappresenta quindi una validazione concreta del lavoro svolto sul campo. Si trata della ventiduesima CER rionosciuta delle oltre 60 in formazione in tutte le parti dell’isola, a parte altre solide CER in formazione a Lodi, nella Citta Metropolitana di Torino (Caluso) e Cellammare (Bari).


Il modello SARDOVOLTAICO: energia prodotta e condivisa nel territorio

Alla base di questo sviluppo c’è il modello SARDOVOLTAICO, promosso dall’Associazione Elettrica Sarda.

Un modello che punta a:

  • valorizzare la produzione locale di energia rinnovabile
  • massimizzare l’autoconsumo e la condivisione dell’energia
  • generare benefici economici diretti per cittadini e imprese
  • creare filiere energetiche locali

Il SARDOVOLTAICO non è solo un modello tecnico, ma un modello economico e sociale, in cui l’energia diventa un fattore di sviluppo per le comunità.


Una base concreta per lo sviluppo futuro

Il riconoscimento della comunità energetica rappresenta un punto di partenza operativo per:

  • l’inserimento di nuovi impianti rinnovabili
  • l’attivazione dei flussi economici legati all’energia condivisa
  • l’estensione del modello ad altri territori della Sardegna

In un contesto normativo oggi più favorevole, questo tipo di configurazioni potrà crescere rapidamente, contribuendo a costruire un sistema energetico più sostenibile, distribuito e partecipato.

Tutti i cittadini, le associaioni, le aziende e le Pubbliche amministrazioni del Medio Campidano possono aderire gratuitamente alla CER benefiiando di tutti i vantaggi eonomici sociali sia nella veste di produttori che di consumatori.

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