La Comunità Energetica promossa dall’Associazione Elettrica Sarda nei territori di Pattada, Nughesu San Nicolò, Oschiri e Ozieri ha ottenuto il 24 Aprile sorso il provvedimento ufficiale di accoglimento da parte del Gestore dei Servizi Energetici (GSE), entrando a pieno titolo tra le configurazioni riconosciute di autoconsumo diffuso previste dalla normativa nazionale ed europea. La CER del Logudoro è la ventitresima CER dell’Associazione Elettrica Sarda rincosciuta dal GSE sulle oltre sessanta promosse dalla sua costtuzione avvenuta nell’anno 2022.
La Comunità del Logudoro, questa la deniminazione ufficiale, era stata presentata insieme a quella del Goceano nell’Agosto del 2025 ed ancora una vlta l’Associazione Elettrica Sarda è stata capace di tenere fede alle promesse raggiungendo l’obiettivo tecnico.
Il riconoscimento certifica la conformità del progetto alle disposizioni vigenti e consente l’attivazione dei meccanismi di incentivazione per la condivisione dell’energia rinnovabile, aprendo una nuova fase operativa per tutti i territori interessati.
La configurazione si sviluppa nell’ambito della cabina primaria AC001E01661, con una potenza iniziale di circa 300 kW incentivati, e rappresenta il primo nucleo attivo di un sistema destinato ad ampliarsi progressivamente. Infatti sono già diversi i cittadini e le azeinde che hanno deciso di attivarsi per la realizzazione di un proprio inpianto di produzione di eneergia rinnovabile o anche con l’adesione come semplici comsumatori che l’Associazione Elettrica Sarda s’impegna a premiare con 4 centesimi per ogni kWh condiviso.
Ma il vero valore strategico dell’iniziativa non risiede nei numeri iniziali, bensì nel perimetro territoriale coinvolto.
La cabina primaria di riferimento comprende infatti un’area vasta che include i Comuni di Anela, Bono, Bonorva, Bultei, Ittireddu, Nughedu San Nicolò, Oschiri, Ozieri, Pattada e Tula. Questo significa che l’intero territorio può essere progressivamente integrato all’interno della stessa Comunità Energetica, permettendo a cittadini, imprese e amministrazioni di condividere energia prodotta localmente e beneficiare direttamente dei vantaggi economici e ambientali.
Si tratta, di fatto, di un cambio di paradigma.
Non più singoli impianti o interventi isolati, ma una rete energetica territoriale interconnessa, costruita sulla logica della cabina primaria come infrastruttura abilitante.
In questo contesto si inserisce il modello Sardovoltaico, sviluppato dall’Associazione Elettrica Sarda, che propone una visione evoluta della transizione energetica: non semplice installazione di impianti, ma integrazione tra produzione energetica, territorio e comunità locali.
Il Sardovoltaico si fonda su alcuni principi chiave:
- produzione distribuita e diffusa di energia rinnovabile
- valorizzazione delle superfici e delle risorse locali
- partecipazione attiva delle comunità
- ricadute economiche dirette sui territori
In pratica ogni cittadino può acquisire virtualmente una quota degli impianti in CER conocrrendo alla loro realizzazione e godendo di tutti i benefici economici collegati.
Applicato alla Comunità Energetica Pattada–Ozieri, questo modello consente di trasformare la cabina primaria in una vera e propria piattaforma di sviluppo locale, capace di generare benefici strutturali:
- riduzione dei costi energetici per famiglie e imprese
- nuove opportunità economiche per il territorio
- maggiore autonomia energetica
- attrazione di investimenti nel settore delle rinnovabili
Il provvedimento del GSE evidenzia anche alcune limitazioni tecniche legate alle tempistiche di accesso agli incentivi per specifiche unità di produzione, senza tuttavia compromettere la validità complessiva della configurazione né il suo potenziale di sviluppo .
Con l’accoglimento ufficiale si apre ora la fase più rilevante: quella dell’estensione e del coinvolgimento territoriale.
Nei prossimi mesi sarà avviato il percorso di adesione rivolto ai Comuni ricadenti nella cabina primaria, con l’obiettivo di costruire una Comunità Energetica diffusa, capace di integrare amministrazioni pubbliche, imprese e cittadini in un unico sistema cooperativo.
L’iniziativa si candida così a diventare uno dei primi esempi concreti in Sardegna di applicazione su scala territoriale delle Comunità Energetiche, con un approccio replicabile e strutturato.
Non solo energia, dunque, ma governo del territorio attraverso l’energia.
Un passaggio che segna l’inizio di una nuova fase: dalla sperimentazione alla costruzione di un modello stabile, dove la transizione energetica diventa leva di sviluppo locale e coesione territoriale.
Cittadini, aziende, associazioni, enti del terzo settore e Pubbliche Ammiistrazioni sono invitate ad aderire.
Ricordiamo infine che l’Associazione Elettrica Sarda ha all’attivo ben 8 MW di impianti nella propria disponibilità. Tutti i numeri aggiornati sono consultabili nella sezione dedicata presente nel menu principale del sito istituzionale www.indipendenzaenegretica.com

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