“La Sardegna si trova oggi di fronte a una decisione cruciale per il proprio futuro energetico, economico e ambientale”. Ad affermarlo è Gavino Guiso, Presidente dell’Associazione Elettrica Sarda, l’associazione che raggruppa più di cinquanta configurazioni di Comunità Energetiche. A sollecitare l’intervento sul tema è stata la recente presentazione dello studio “Sardegna al Bivio: una Scelta Strategica per un Futuro 100% Rinnovabile” che analizza in modo comparato le possibili traiettorie di sviluppo del sistema elettrico regionale, evidenziando come la transizione verso un modello basato interamente sulle fonti rinnovabili rappresenti non solo una scelta sostenibile, ma anche la più conveniente sotto il profilo economico e sociale. Lo studio FREE i cui risultati sono stati presentati al Forum dell’Energia di Cagliari a dicembre scorso soono tra la’altro stati divulgati dall’associazione SAPER (Sardi per le Rinnovabili).
Un’opportunità unica nel contesto nazionale
A differenza di altre regioni italiane, la Sardegna non dispone di una rete di distribuzione del gas naturale. Questa peculiarità consente all’Isola di evitare nuovi investimenti in infrastrutture fossili, spesso soggette a rischio di obsolescenza, e di puntare direttamente su un sistema energetico elettrico, rinnovabile e decentralizzato.
Gli obiettivi al 2030
In coerenza con il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC), alla Sardegna è richiesto un contributo minimo di oltre 6,2 GW di nuova capacità rinnovabile entro il 2030, principalmente da fotovoltaico ed eolico. Lo studio dimostra che questo obiettivo non solo è tecnicamente raggiungibile, ma costituisce la soglia minima per garantire sicurezza energetica e riduzione delle emissioni.
Perché il 100% rinnovabile conviene
Tra i diversi scenari analizzati, quello FER 100% emerge come il più vantaggioso:
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garantisce la completa decarbonizzazione del sistema elettrico;
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riduce drasticamente le emissioni di CO₂, superando l’obiettivo europeo di -55%;
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comporta un risparmio netto sui costi di sistema, grazie alla riduzione dei costi operativi legati ai combustibili fossili;
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determina una diminuzione del prezzo dell’energia e una maggiore stabilità dei prezzi, con benefici diretti per famiglie e imprese.
Il ruolo degli accumuli elettrici e delle interconnessioni è centrale per assicurare l’equilibrio del sistema 365 giorni l’anno, anche in presenza di elevata produzione rinnovabile.
Oltre il 2030: la Sardegna hub energetico del Mediterraneo
Guardando al 2050, la Sardegna può trasformarsi da regione importatrice a esportatrice netta di energia pulita, sviluppando filiere strategiche come l’idrogeno verde e gli e-fuel. In questo scenario, anche la riconversione industriale dei poli esistenti può diventare un volano di innovazione e occupazione.
Impatti economici e occupazionali
La transizione energetica accelerata genera un dividendo socio-economico rilevante:
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migliaia di nuovi posti di lavoro qualificati;
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decine di miliardi di euro di investimenti;
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crescita del valore aggiunto regionale;
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maggiore resilienza del sistema produttivo sardo.
Ritardare le scelte, al contrario, comporterebbe una perdita secca di opportunità economiche e occupazionali per l’intera Isola.
La scelta strategica
La conclusione dello studio è chiara: la traiettoria 100% rinnovabile non è solo possibile, ma è la scelta più razionale e vantaggiosa per la Sardegna. Per realizzarla servono decisioni tempestive, pianificazione coerente, semplificazione autorizzativa e il coinvolgimento attivo delle comunità locali e delle filiere produttive.
Credits: copertina e PPT Italia Solare
Di seguito ppt dell’evento.
Sardinia_Strategic_Choice_100__Renewable_Future (1)

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