L’Associazione Elettrica Sarda premia i propri membri bonificandogli periodicamente sino a 4 centesimi di euro per ogni kWh condiviso in Comunitò Energetica, un importo che corrisponde ad un valore che rappresenta sino al 40% del costo fatturato dal fornitore di energia.
Nel mese di Aprile del 2024 l’Associazione Elettrica Sarda ha approvato una delle delibere più significative dell’intero percorso di costruzione delle Comunità Energetiche Rinnovabili in Sardegna. Con il verbale assembleare dell’11 aprile 2024, l’AES ha infatti definito ufficialmente i criteri di ripartizione degli incentivi previsti dal Decreto MASE 414 del 7 dicembre 2023, fissando un modello che ancora oggi rappresenta uno degli elementi distintivi della rete delle CER sarde.
La scelta dell’associazione è stata quella di costruire un sistema equilibrato, capace di tenere insieme sostenibilità economica, partecipazione collettiva e ricadute sociali sui territori. In un momento in cui il quadro normativo nazionale era ancora in fase di assestamento, l’AES ha deciso di affrontare immediatamente uno dei temi più delicati delle Comunità Energetiche: come distribuire il valore economico prodotto dall’energia condivisa.
Nel corso dell’assemblea, il presidente dell’associazione ha proposto un criterio semplice ma fortemente innovativo, ipotizzando una valorizzazione media dell’incentivo GSE pari a circa 10 centesimi per ogni kilowattora condiviso. La ripartizione approvata dall’assemblea ha previsto 4 centesimi destinati al produttore dell’energia, 4 centesimi al consumatore, 1 centesimo per coprire i costi di gestione della comunità energetica e 1 centesimo da destinare ad attività sociali e iniziative a beneficio dei territori coinvolti.
È proprio quest’ultimo elemento ad aver caratterizzato in modo particolare il modello dell’Associazione Elettrica Sarda. La delibera non si limita infatti a disciplinare una semplice redistribuzione economica tra i membri delle CER, ma introduce il principio secondo cui parte del valore generato dall’energia condivisa deve tornare direttamente ai territori sotto forma di iniziative sociali, sviluppo locale e sostegno alle comunità.
L’assemblea ha inoltre recepito integralmente le disposizioni previste dal Decreto MASE 414 relative alle eccedenze della tariffa premio oltre le soglie del 55% o del 45% nei casi di cumulo con contributi pubblici. In conformità con le regole applicative del GSE, l’associazione ha stabilito che eventuali eccedenze debbano essere destinate ai consumatori non imprenditoriali oppure utilizzate per finalità sociali con ricadute dirette nei territori dove sono ubicati gli impianti di condivisione energetica.
Quella delibera rappresenta oggi uno dei passaggi più importanti nella costruzione dell’identità dell’AES. Attraverso quella scelta, l’associazione ha definito un modello di Comunità Energetica che non guarda soltanto alla produzione di energia rinnovabile, ma anche alla redistribuzione territoriale del valore economico generato. Un modello cooperativo che punta a mantenere ricchezza nei territori, sostenere cittadini e famiglie e costruire una rete energetica realmente partecipata.
A distanza di oltre un anno, con decine di CER attive o in fase di sviluppo e una potenza disponibile complessiva che si avvicina agli 8,8 MWp, la delibera dell’aprile 2024 viene considerata uno dei pilastri che hanno consentito all’Associazione Elettrica Sarda di crescere rapidamente e di strutturare una delle più estese reti di comunità energetiche presenti oggi in Italia.

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