Cagliari, 17 ottobre 2025 – Un’intera giornata dedicata all’energia, al linguaggio e ai modelli di sostenibilità ha animato le sale del T Hotel di Cagliari, dove si è svolto il convegno “Energie, Modelli e Comunicazione Multilingue (EMC²)”.
L’iniziativa, promossa dai Dipartimenti di Lettere, Lingue e Beni Culturali e di Ingegneria Meccanica, Chimica e dei Materiali dell’Università di Cagliari, ha riunito accademici, esperti e operatori del settore per discutere come la ricerca scientifica e linguistica possa dialogare con l’operatività sul campo delle Comunità Energetiche Rinnovabili.

Linguaggio e transizione energetica: la forza delle parole

Fin dalle sessioni del mattino, il convegno ha mostrato quanto il linguaggio e la comunicazione siano parte integrante della transizione ecologica.
Dalle analisi sulle narrazioni del clima di Elisabetta Gola e Daniela Francesca Virdis alle riflessioni internazionali di Mark Turner (Case Western Reserve University), Line Cecilie Engh (University of Oslo) e Zhao Xiufeng (China University of Petroleum, Beijing), è emersa una consapevolezza comune: per cambiare il modo in cui produciamo e usiamo l’energia, serve prima di tutto cambiare il modo in cui ne parliamo.

Quando la teoria incontra la pratica: il caso delle Comunità Energetiche

Nel pomeriggio, la tavola rotonda “Energia, Comunità e Territorio”, moderata dal prof. Emilio Ghiani, ha fatto dialogare il mondo della ricerca con chi ogni giorno costruisce concretamente modelli energetici sostenibili.
Sono intervenuti i professori e ricercatori Ginevra Balletto, Ivan Blečić, Giuseppe Desogus, Patrizia Rombi, Stefano Matta, portando esperienze che spaziano dall’urbanistica alla tecnologia, dal diritto all’economia. Ha chiuso i lavori il professor Fabrizio Pilo, Prorettore al Territorio e innovazione.

Tra le testimonianze più attese, quella di Gavino Guiso, presidente dell’Associazione Elettrica Sarda, che ha illustrato il modello di Comunità Energetica realizzato in Sardegna: un progetto che, in poco più di un anno di piena operatività, si è affermato come uno dei più funzionali e partecipati esempi di gestione collettiva dell’energia. Gavino Guiso ha anche ricordato che uno dei pilastri su cui si è fondata l’Associazione Elettrica Sarda è la Teoria dei Sistemi elaborata dal co-fondatore Professor Giuseppe Melis, docente di Marketing Turistico all’Università di Cagliari.

“L’università deve guidare il cambiamento con coraggio”

Nel suo intervento, Guiso, oltre ad illustrare in sintesi le peculiarità del modello AES nella promozione delle CER, ha ribadito la necessità di integrare la ricerca accademica con l’esperienza pratica dei territori, ricordando come le Comunità Energetiche rappresentino non solo un’opportunità tecnologica, ma anche un laboratorio di democrazia e coesione sociale. Ha poi rivolto un appello al mondo universitario: “L’Università – ha detto – deve adempiere con coraggio e resilienza alla propria funzione di guida del cambiamento, mantenendo viva una visione fondata su valori universali condivisi e sull’etica della responsabilità”. Gavino Guiso ha anche ricordato quanto sia importante unire le CER al mondo della formazione dei giovani, per i quali anche il sistema degli ITS sono un grande supporto. L’AES é tra l’altro socio fodatore dell’Istituto Tecnologico Superiore Academy Energia Sardegna.

Un laboratorio di idee per la Sardegna e oltre

Coordinato da un comitato scientifico composto da Mariangela Albano, Simona Cocco, Olga Denti, Emilio Ghiani, Michela Giordano, Emma Lupano, Pier Francesco Orrù, Micaela Rossi e Daniela Zizi, l’evento ha confermato quanto il dialogo tra saperi sia oggi indispensabile per affrontare le sfide della transizione energetica.
Solo unendo ricerca, linguaggio e operatività è possibile costruire modelli di sviluppo davvero sostenibili e radicati nelle comunità.

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